di lelloacone il 18/11/2008, 22:41
allora
per quanto riguarda la ditta di napoli non mi ha ancora risposto e domani provo a telefonare
l'arpac mi ha risposto dicendo che ad occuparsi di inquinamento elettromagnetico è la CRIA che fa sempre capo all'Arpac come già mi aveva detto Filomena e mi aveva anche dato i numeri
le ho scritto ma non mi ha risposto ancora
dal comune non so ancora niente
codacons pure non m'ha fatto sapere nulla
ma in compenso proprio stasera ho ricevuto da alcuni amici di Termini che vogliono restare anonimi una relazione su studi fatti da Loro in passato sul radar di Termini.
l'ho letta con interesse e Ve la faccio leggere non nascondendo che nel leggere alcuni passi ed immaginando quali fossero gli scenari mi son venuti i brividi. ecco il testo del Loro messaggio da leggere tutto d'un fiato e che vuole essere anche da monito a chi pensa che si possa ancora offendere la nostra montagna con deturpazioni d'altro genere:
Il “radar” del Monte S.Costanzo, così come viene chiamato ancora oggi, venne costruito agli inizi degli anni sessanta dalla NATO, l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico ossia l’alleanza militare e difensiva dei paesi occidentali con gli USA.
Il nome radar è improprio in quanto esso era una delle tante basi militari strategiche costruite in Italia in quegli anni (Aviano, Sigonella ecc.)
Come la scelta cadde su questa località s’ignora, possiamo solo avanzare delle ipotesi e cioè che l’America da grande e astuta potenza quale era abbia scelto questo posto in quanto situato in posizione di controllo strategica e anche e soprattutto per la “buonafede” della gente locale che non si poneva sicuramente domande su quello che stava accadendo.
Comunque era una situazione che riguardava non solo noi ma l’Occidente
intero dove gli USA facevano la parte del leone e tutti servi di un solo padrone: l’America.
Ecco che il nostro Monte venne squarciato da una profonda ferita: il serpentone d’asfalto che collegava il paesello alla cima una volta “sacra del Monte Canutario.
Vennero espropriati terreni, impiegati mezzi e uomini e soprattutto soldi per la costruzione di questa base il cui unico scopo era quello militare.
I nostri nonni che prestarono la loro opera come muratori erano soliti dire che scavavano profonde gallerie sotterranee tanto da usare alcune volte anche la dinamite.Essi nella loro ingenuità si chiedevano a che cosa potessero mai servire, ma tiravano avanti senza risposte perché a quei tempi quello che veramente importava era lavorare duramente e guadagnare quel poco che permettesse a loro e alle loro famiglie di vivere in modo dignitoso. Ma ultimati i lavori, immaginate la sorpresa di tutto il Paese, quando si videro arrivare in piazza camion, jeep e robusti e aitanti militari di pelle nera e sicuramente qualcuno si segnò la fronte con la mano.
Il “radar nel corso degli anni è stato oggetto di ricerche e studi da parte di qualche esperto luminare che qualche domanda invece se l’è posta e cioè come è possibile che un paese con una bassa densità abitativa abbia una così alta incidenza di malattie tumorali?
In passato sono state effettuate, per l’interessamento di alcuni, allora giovani del paese, delle analisi su campioni d’aria e di suolo per accertare se ci fossero radiazioni ma i risultati non sono stati mai del tutto chiariti.
Qualche anno fa due turisti americani in visita nel nostro Paese si intrattennero a parlare con qualche paesano e così venne fuori che negli anni sessanta erano stati mandati in missione al S.Costanzo e che avevano la netta convinzione che all’interno di una di queste gallerie fosse nascosta la pila atomica. Leggenda metropolitana (in tal caso paesana) o realtà? Non si sa e il dubbio rimane e mi assale, ma voglio fare una considerazione: il periodo storico che si stava vivendo era quello che venne definito della “guerra fredda”, l’Europa era divisa in due blocchi contrapposti quello russo e quello americano separati da quella che Winston Churchill definì la “cortina di ferro” è probabile che la corsa agli armamenti e il clima di tensione che c’era tra le due super potenze abbia portato anche a questo, in barba a tutti i trattati internazionali e alle leggi che tutelano un sacrosanto diritto: quello alla salute.
Negli anni ottanta, con la fine della guerra fredda, l’area fu affidata alla società ENAV diventando così solo torre di controllo per il traffico aereo.
Oggi lo Stato, che attraverso i satelliti controlla gli spazi aerei, non ha più bisogno del radio-faro e quindi vorrebbe dismettere l’area e da più voci si sente dire che ci sono già possibili acquirenti che trasformerebbero il “mostro” del S.Costanzo in un mostro più moderno: una discoteca o Relais, molto in voga attualmente.
Qualche politico, appoggiato da qualche Paperone de Paperoni locale, avanza addirittura l’ipotesi di costruire un mega campo da golf, distruggendo e devastando ulteriormente uno dei siti più belli dell’intera Campania.
Trascurando però un particolare molto importante e cioè che i Terminesi non sono più quelli degli anni ’60 e che non lasceranno “violentare” ancora una volta il proprio territorio.