di renzo arberi il 08/01/2010, 1:20
EX VIGINTI NONA EPISTOLA QUIBUS APUD MULTOS DIES FESTOS NATIVITATIS CHRISTI AT NOVI ANNI DUO MILIA ET DECEM ATQUE DIEI EPIPHANIAE ADSUNT CUM ALIQUO CHYLO INSUPER SED ETIAM CUM SOLITIS QUAESTIONIBUS.
Egregio e caro Lello, carissime forumiste e cari forumisti tutti mi auguro e Vi auguro 1) che abbiate trascorso le festività natalizie in piena felicità, gioia e serenità insieme ai Vostri familiari, 2) che il nuovo anno sia iniziato con buone premesse per tutti i Vostri desideri e 3) che la Befana Vi abbia recato un bel regalo lasciando carbone, quello vero, agli e cipolle a quanti Vi hanno fatto penare e rattristare durante l’anno appena trascorso. Insomma, come recita il ritornello d’una vecchia canzone napoletana, seguiamone la morale “Chi ha avuto, avuto, avuto, chi ha dato, dato,dato, scurdammoce ‘o passato, simme ‘e …Massa paisà”. Il mio è un invito a lasciarci alle spalle, ma senza dimenticarcene del tutto, non un anno ma un quadriennio e mezzo visto che il 28-29 marzo di questo 2010 siamo chiamati a rispondere alle urne per le elezioni amministrative. Quattro anni e mezzo durante i quali è successo di tutto ed il contrario di tutto stando alla situazione politico-amministrativa attuale.
Penso a tutti quelli che illusi dalla bontà della propaganda di “riappacificazione del paese” voluta dal re Leoncino e dalla corte approdata nella lista di “Insieme per Massa Lubrense” sono rimasti delusi dalla fine di quella grande pace trovandosi tra le mani un pugno di mosche dopo le dimissioni di quel piccolo grande simpaticone dell’ex vicesindaco il quale ha lasciato la CASTA per aver le mani libere proteso, com’era e com’è, ad un disegno politico che porterà di nuovo in guerra il paese. Penso a quelli che, inascoltati, ignorati, trascurati volutamente da Re Leoncino sotto l’influenza dei suoi DEI EX DUPLICE ATQUE TRIPLICE MACHINA, avevano ragione a raccomandargli di non fidarsi del nuovo soggetto-compagno di avventura politica, a ricordargli che la storia è maestra di vita e che, secondo un antico proverbio napoletano dice “Chi lascia ‘ a via vecchia p’a nova, sape chello che lascia ma nun sape chello che trova”.
Penso al futuro di Massa Lubrense. Ma non essendo io un veggente, un chiromante, un mago, mi astengo dal formulare un qualsiasi pronostico sull’esito delle votazioni del 28 e 29 marzo prossimi. Anche perché la politica, un tempo praticata da persone coerenti con i sentimenti più alti, oggi è considerata come l’arte del possibile all’interno della quale l’amicizia, la democrazia e la libertà vengono posposte agli interessi ed alle ambizioni personali o di gruppi raccolti in clan aspiranti a farsi CASTA. Per cui, avendo assistito alla forma più accentuata e più aspra e spregiudicata di accantonamento d’un certo modo di intendere la politica come servizio per il paese e non quale mezzo per arrivare al potere, non mi meraviglierei se poi il 30 marzo dovessi assistere ad un nuovo abbraccio tra quanti, come novelli Bruto e Cassio, usano il pugnale per colpire alle spalle chi prima era più che un amico: così come accadde al tradito Giulio Cesare nella Roma pagana e poi all’innocente Gesù Cristo in Palestina, nella Terra Santa.
Ed allora? Deluso ed amareggiato, e perciò arricchito dall’aver vissuto un’altra interessante esperienza, pur positiva nella sua negatività (non si finisce mai d’imparare) cioè quella di aver visto giovani amministratori diventati nel giro di pochi anni più vecchi degli anziani nello spirito e nel cuore, nel modo di amministrare, sordi alle istanze, chiusi nella torre edificata a difesa della CASTA, dediti più alla cura di affari individuali o di gruppi oligarchici o oligocratici, che alla soluzione dei problemi della città, dei suoi cittadini, passo ad invitarVi a meditare, a riflettere, ad analizzare sotto il profilo politico-amministrativo il recente passato senza farVi abbagliare da alcuni, pochi in verità, risultati conseguiti più col Vostro contributo che per merito loro. Per cui non dobbiamo dimenticare che per fare il loro lavoro-dovere di amministratori essi percepiscono uno stipendio. E che stipendio oltre ad altri benefici e benefit vari!
Infatti basterà pensare a come Vi ritrovate oggi appena passate le festività. Vi trovate con qualche chilo in più messo su e coi soliti problemi irrisolti malgrado speranze, preghiere ed imprecazioni. Volete che Vi faccia qualche esempio? A chi di Voi mi dirà in che percentuale sia aumentata la presenza di villeggianti e turisti nei due ultimi anni con la conquista della famosa BANDIERA BLU per il nostro mare e per le nostre spiagge manderò sette volte sette guantiere di babà al rum ed al limoncello. Avete forse visto le spiagge attrezzate con tanto di servizi igienici, come promesso per la spiaggia di Marina del Cantone (è solo uno esempio)? O avete scorto la presenza di bagnini comunali a Marina di Puolo (è un altro esempio)? Servizi ritenuti tra i più importanti per avere “the blue flat”. Avete visto la fine dei lavori della piscina di via Reola e quelli di “riqualificazione” di piazza Vescovado prima di ferragosto, e poi di natale? Avete avuto modo di gioire per la duplice riparazione della voragine di Sant’Agata a distanza di 18 mesi o del crollo di parte del marciapiedi del Nastro azzurro dopo la spesa di circa 100mila euro (ed io pago, grida il principe Toto da uno spot televisivo) tra progettazione e poche altre voci? O forse siete andati in sollucchero per le lunghe tormentate vicende legate alle scogliere di Marina Lobra e di Puolo nonostante i circa due milioni di euro profusi dalla Regione (ed io pago!)?
Invece penso che siate rimasti contenti dell’inaugurazione del villino Cerulli, rimasto chiuso malgrado le promesse di portarvi uffici e servizi pubblici. O che Vi siano piaciute le manifestazioni e le luminarie natalizie ammirate a Sant’Agnello, a Vico Equense, a Piano, escludendo ovviamente Sorrento, Capri e Positano. Penso che se avete pensato ad una parte di questi esempi citati un po’ per sdrammatizzare la triste situazione venutasi a creare in questi anni con questa amministrazione il 28 e 29 marzo deciderete di volgere le spalle all’azione politica portata avanti dal Re Leoncino, dalla sua CASTA e dai suoi DEI EX DUPLICE ATQUE TRIPLICE MACHINA e di guardare avanti nel futuro scegliendo, fior da fiore, il meglio dei veri giovani che non hanno fatto calcoli di quanti voti potrà portargli il parente Tizio, l’amico Caio o il semplice vicino o conoscente Sempronio. Quei giovani che non hanno calcolato quanto guadagnavano facendo un’opera di bene con l’impegno nel sociale, nella scuola, nello sport, nell’assistenza materiale e spirituale e morale a quanti in silenzio soffrono. Quei giovani che non fanno calcoli su quanto si guadagna ad essere rappresentanti del popolo nei civici consessi, siano essi il consiglio o la giunta comunali, o gli enti pubblici ad essi collegati. Quei giovani che non impongono agli elettori un programma preconfezionato in segrete camarille ma che lo costruiscono giorno dopo giorno a fianco ai coetanei, alle famiglie, ai lavoratori, agli imprenditori, agli anziani ed ai disabili.
A questo punto penso che avrete compreso a quali giovani io penso che potranno dare una svolta a Massa Lubrense se Voi tutti li aiuterete, se gli starete accanto specie dopo le elezioni, se non Vi lascerete abbindolare dalle solite promesse che riceverete direttamente dai candidati, o indirettamente dai loro feudatari, vassalli, valvassori e valvassini, palafrenieri, scudieri, elemosinieri, cerimonieri e primiceri inviati quali ambasciatori, balivi, messi e messaggeri già noti e provati nel crogiuolo del tempo e della verità alla vigilia e nel corso di questo deludente quinquennio prossimo a far parte del tempo trapassato. Se, duri di udito come Ulisse al cospetto delle Sirene omeriche, non vi farete incantare o blandire dai melliflui canti e suoni di sirene e sirenetti travestiti al momento da persone tanto per bene ed a modo: persone che, spergiuri incalliti dalla politica, arrivando perfino giurare su quanto hanno di più caro, s’impegneranno a risolvere ogni Vostro problema. Salvo, appena trascorso il 29 di marzo 2010 a rifugiarsi nella loro dispiaciuta “involontaria” dimenticanza.
A questo punto –e forse credo che una certa allusione non è poi tanto casuale-, poiché non è stato dato il via alla propaganda elettorale in forma grafica, penso che sia giunto di momento che io non stia qui a tediarVi più di tanto; anzi fa d’uopo che debba chiederVi venia di tutto quanto detto e pregarVi di concedermi commiato da Voi non prima però di averVi esortato ad aver cura di Voi, e supplicato di aver pietà di me.
Vostro umile renzo arberi