di renzo arberi il 20/01/2010, 21:33
EX TRIGESIMA EPISTOLA QUIBUS ERANT IUNCTI ET CONIUNCTI PRO PACEM MASSAE LUBRENSIS SED ADHUC SUNT DISJUNCTI ATQUE “SPARPAGLIATI” EUNT POSTULANDO ALIOS NOVOS COMITES.
Caro ed egregio Lello, carissime forumiste e cari forumisti, dopo aver perso quel piccolo gran simpaticone del vicesindaco alla sua terza e definitiva volontaria uscita dalla giunta esecutiva con una lettera di dimissioni e di addio, il Re Leoncino ha visto ridotto al lumicino l’organo esecutivo dell’amministrazione. Prima ha dimissionato un altro componente della sua corte, forse uno dei migliori. Chi? Ma l’ex –ormai- assessore alla pubblica istruzione ed all’assistenza, alle politiche sociali e giovanili, Giovanna Staiano: la valida e brava figlia del “grande vecchio” della politica massese, uno dei due fautori di quella “strana alleanza”che, come la definì il giornalista con un eufemismo e tanta bonarietà Carlo Franco su IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, diede i “natali” al listone di “Insieme per Massa Lubrense”. Lista che altri politici di altri tempi avrebbero chiamato “O sicondo caurarone” di Massa Lubrense. Poi ha perso per dimissioni, altri due assessori: Sergio Fiorentino, delegato al bilancio, allo sport ed al contenzioso, e Michele Giustiniani che, già ex presidente del Parco marino di Punta Campanella, deteneva tra le altre le deleghe al personale ed alle entrate.
Dopo poco meno di cinque anni “Insieme per Massa Lubrense” negli ultimi due mesi si è sfaldata la cosidetta “maggioranza corazzata” accelerando la sua disunione visto che già qualche tempo dopo l’insediamento sul palazzo di piazza Vescovado il capotavola ed i tredici commensali tradendo il popolo, venendo meno alla gran parte del programma e rimangiandosi le belle parole sulla riappacificazione del paese il quale, secondo i fautori aveva vissuto, una trentennale “guerra civile, fratricida, quasi religiosa” a guisa di quella vissuta in Europa dal 1618 al 1648, che aveva portato il paese alla divisione (???), alla spaccatura (???), non riuscivano ad unirsi. O forse, con tutta probabilità, non si trovavano a dividere la torta.
Il “progetto”, il nuovo modo di amministrare Massa Lubrense, come pomposamente, quasi presuntuosamente e non senza boria veniva definito dal futuro Re Leoncino, dagli aspiranti a far parte della CASTA, dai satrapi e dai soloni ai rais ed ai vassalli, dai balivi e dai feudatari ai valvassori ed agli schipetari, dai valvassini e dai primiceri ai portaborse ed agli elemosinieri mandati per ogni dove del paese a chiedere voti, a diffondere promesse, a portare la “lieta novella” della “pax paesana”, come fosse stata la “pace augustea” ahimè! è fallito lasciando di stucco quei “bacucchi” che avevano abboccato all’amo dell’altisonanza di certi paroloni, di belle frasi di promesse certe quanto le bugie. Quel “progetto” studiato fin nei minimi particolari perché attirasse allocchi dall’una e dall’altra parte dell’antica barricata (???) ha fatto cilecca, è naufragato prima che approdasse nel porto, non prima però di esser servito a raccogliere “pro eorum sacculos” redditi, prebende, vantaggi, benefici, rendite, stipendi, guadagni; ed ancora poltrone e poltroncine, seggi, scranni e strapuntini in ogni “laddove” si distribuivano lauti gettoni di presenza.
Eccetto che per tutti i buoni proventi arrecati in molte tasche quel fantasmagorico “Progetto” lo potremmo riveder riflesso come in uno specchio in piazza Vescovado, “preda” d’uno sgangherato cantiere (ma quando sarà chiuso?), nella piscina di via Reola dove i giovani vanno a prendere lezioni di nuoto e pallanuoto (???), nel bocciodromo di via Turro dove vanno a giocare i nostri nonni (???), nel Deserto dove le pie suore devono cacciare con la scopa i visitatori della famosa sala maiolicata (???), nel parcheggio di Monticchio dove finalmente fioriere e panchine impediscono ad auto e motocarri di sostare perennemente davanti all’ingresso della la chiesa di San Pietro (???), nelle spiagge libere del Cantone, della Lobra e di Puolo dove con la conquista della “The blue flag” e della Bandiera Blu siamo stati assistiti da bagnini comunali su arenili attrezzati di ogni servizio pubblico, spogliatoi e quant’altro (???), nella luce arrivata o tornata in quelle vie ed in quelle piazze nelle quali mancava e manca la pubblica illuminazione (???) .
E mi fermo qui altrimenti dovrei fare un lungo elenco di opere annunciate e non …viste solo dai detrattori, dai soliti criticoni, da quelli dell’opposizione. Anche per non sentirmi dire “Però abbiamo fatto la raccolta differenziata…; e poi abbiamo creato l’asilo nido…; ed ancora, abbiamo …migliorato le scogliere di Marina della Lobra e di Puolo; abbiamo trasportato …i bambini dall’edificio di Nerano alle scuole di Sant’Agata; abbiamo fatto il marciapiedi di via Nastro azzurro…la cui frana non è ascrivibile alle nostre responsabilità; abbiamo istituito le “park card” e …gli ausiliari del traffico.
Ma da oggi, per far meglio, si cambia registro. Si cambiano la scena e gli attori. Si ritorna un po’ all’antico amore. Al primo amore, che poi non si scorda mai, fosse anche dopo aver vissuto una quasi quinquennale appassionata relazione con chi veniva indicato come il nemico da battere. Ora, dopo i vari giri di valzer con le prime e duplici dimissioni di Balduccelli e poi di Balduccelli e Lello Staiano, l’ esautoramento di Giustiniani dalla presidenza del Parco marino, le dimissioni di Fiorentino e Giustiniani ed il defenestramento dell’assessore Giovanna Staiano, ecco il resto della CASTA avviare nuove danze con una parte dei vecchi partner di “Impegno civico per Massa Lubrense”. Ma anche in casa di quel che rimase di “Uniti per Massa Lubrense” per confluire –scusate il bisticcio di parole, ma non è colpa mia- in “Insieme per Massa Lubrense”, se è vero come sarebbe vero, vi sono di quelli che soffrono di mal di pancia e non digeriscono certe manovre: infatti il piccolo gran simpaticone apertamente dichiaratosi candidato sindaco in contrapposizione all’uscente Re Leoncino non godrebbe più della stima e della fiducia di alcuni ex compagni di viaggio e d’avventura politica, i quali intenderebbero percorrere “in tandem” altre strade alternative all’ex vicesindaco.
Alla faccia dei sentimenti di amicizia e coerenza: siamo in piena scuola politica predicata dai filosofi greci dell’epoca di Socrate ed attuata magistralmente dai seguaci di Machiavelli di ieri; ed ancor meglio da quelli di oggi. Se l’amico diventa avversario, questi a sua volta diventa amico di colui che prima era l’avversario da battere: quali le molle che spingono a simili comportamenti? Fuor di dubbio l’ambizione e la cura degli interessi personali. Amareggiato e deluso dagli atteggiamenti e dai comportamenti di quelli che, nei due schieramenti della maggioranza, con l’età giovanile ed il grado d’istruzione credevo cambiassero la vecchia politica con una nuova Politica, andavo meditando di non andare a votare per nessuna delle nuove coalizioni che si vanno componendo in questi giorni poiché certi personaggi si ripresentano con le solite facce da posizioni diverse rispetto a cinque anni fa. Non m’importava il fatto che sarei venuto meno al mio diritto-dovere di cittadino: quei giovani legati al potere, ai favori fatti a Tizio e Sempronio, in quanto “amici del giaguaro” ma non a Caio e Pomponio perché ritenuti non avversari ma nemici, si sono rivelati più vecchi dei loro predecessori sia nell’animo che nella pratica politico-amministrativa.
Per fortuna poi è sorto il movimento de “Il Punto” che ha destato un certo interesse nel mio animo. Da quel che leggo sul tuo forum, caro ed egregio Lello, e sul suo sito apprendo che di tratta d’un gruppo di giovani che all’inizio della spirale della sua nascita prima di cercare adepti ha voluto lavorare alla creazione d’un progetto semplice ed essenziale: rompere col passato senza rinnegarne le esperienze positive per metterle alla base delle idee da tradurre in un programma fatto di pochi e semplici obbiettivi da condividere ed attuare insieme agli altri. Un movimento che, non interessato a posizioni di privilegio, s’ispira al rispetto ed al confronto per l’altro e con tutti, specie con quanti diversamente abili, al servizio per il popolo, alla crescita umana e civica del giovane e del cittadino, allo sviluppo socio-economico e culturale della comunità, ai principi dell’amicizia, della democrazia e della libertà.
Per non tediarVi più di tanto e chiedendoVi umilmente venia Vi prego di darmi commiato non senza averVi esortato ad aver cura di Voi e pietà di me. Vostro umile renzo arberi