DA FALCO BLU A SUO FRATELLO GEMELLO GUFO BIANCO
Caro Lello, caro fratello, cari forumisti, cari uccellacci ed uccellini, cari piccioni e piccioncine è pressoche impossibile resistere ai vostri peana elevati per magnificare alcune mirabili concretezze di Re Leoncino e del suo vicere. Paragonando Massa Landia a Montecarlo un quotidiano quasi metropolitano ha illustrato un’ordinanza sindacale nella quale Re Leoncino ordina una serie di divieti riguardanti le famiglie di Massa Landia e principalmente le massaie chiamandole ad un impegno più che gravoso facile facile. Dalle otto del mattino alle dieci di sera, proprio nell’orario a noi utile per cacciare qualche topino, qualche lucertolina non bisogna stendere la biancheria fuori dalle finestre, dai balconi e dalle ringhiere dei terrazzi. Facendo così Re Leoncino finisce per toglierci uno sfizio che ci piaceva tanto: quello di far cadere sugli indumenti e sugli individui che passano sulle strade “prospicienti” case e palazzi qualche grumo di cacchetta scappatoci in volo.
Né bisogna, aggiunge poi il caleidoscopico settimanale chiamato col nome greco di Piazza, innaffiare piante versando acqua sulla strada pubblica: altra vigliaccata nei nostri confronti poiché ci si impedisce contemporaneamente di bere e di mangiare qualche insetto dai vasi con fiori e qualche piantina aromatica posti in quei luoghi per evitare che cani e gatti vi facciano la loro pipì. E che dire, infine dei sacchi di rifiuti da non ammassare, lasciati fuori, su balconi e terrazzi: aspettavamo di apprendere da qualche altro organo di stampa, il più grande quotidiano del Mezzogiorno (ma niente, non importa) quest’altra altra cattiveria bella e buona fatta contro di noi per impedirci di trovarvi qualche avanzo di coscetta di pollo, un pezzetto di braciola, una lisca di alice. Bisogna chiudere tutto in appositi contenitori.
Insomma i panni, i tappeti, i vasi, i rifiuti devono essere ben nascosti alla vista dei turisti. Perché già bastano, accanto alle buste per la plastica ed a quelle per la carta depositate “a piè di palazzo”, quegli orrendi bidoncini e secchielli appesi a cancelli, portoni e muraglioni, quelle buste diversificate con la scritta NON DIFFERENZIATO che poi restano, per molte ore di notte quanto di giorno, preda delle fameliche ricerche di cani e gatti. Siamo tristi perché quell’ordinanza ce l’ha con noi poveri rapaci poiché l’importante è salvaguardare il decoro e l’ordine di Massa Landia.
Comunque un po’ di fortuna ce l’abbiamo: grazie al degrado dell’ambiente per dimenticanza o incuria politico-amministrativa del Re Leoncino e della sua corte, quando i contadini chiudono bene in pollai e “mastrilli” –per mangiarli poi loro- polli, galline e conigli, possiamo sempre rovistare tra le erbacce di “pezze di terreno”, sentieri pedonali, viuzze e spiazzi abbandonati per trovarvi abbondante cibo anche per i nostri piccoli implumi.
Ed ora passiamo al secondo argomento su cui vorrei attirare la vostra attenzione. Avete appreso del nuovo scherzetto fatto dal vicere per incrementare la sua visibilità? Invece di dimettersi ha deciso di non partecipare alle sedute delle giunte. Una saggia decisione maturata dopo una settimana di appassionata vigilanza dei lavori di ripavimentazione di alcuni tratti stradali di Massa Landia.
Un dispetto il suo? Ed a chi? Ma come non riuscite ad indovinare chi siano i destinatari del suo autarchico messaggio? Ebbene a tutti gli elfi, i puffi, gli gnomi, i pischerli, i pisquani ed ai pastun-melenghi, agli omini e agli omuncoli di Massa Landia. Il suo tiro –non mancino- ma ambidestro è un canto d’amore verso quelli che hanno potuto ammirare la sua opera di riqualificazione di viale Filangieri dal punto A al punto B, via Massa-Turro dal punto C al punto D, via Roma dal punto E al punto F; piazza Marconi (ma sapete qual è ‘sta piazza?) per quanto riguarda la vice capitale del regno di Re Leoncino; e di via Deserto dal punto X al punto Y per ciò che attiene alla capitale del Nord-est-ovest.
Visto che cosa fatta capo ha parliamo di RIQUALIFICAZIONE. Se per puro caso vi trovate a sorvolare oltre Roma potrete osservare che in tutti i centri storici abitati che visitate strade e piazze sono ricoperte di lastre di pietra locale, o basoli, granito, pietra serena che rispecchiano le peculiarità architettoniche delle mura della città, delle facciate delle case, delle chiese, dei campanili, dei palazzi più antichi, dei municipi –o arengari-. L’asfalto lo troverete fuori della città, sulle strade di comunicazione esterne al centro storico e non fin sugli altari, nelle cappelle, o sulle scale delle cripte come quasi vorrebbero certi amministratori nostrani che confondono tra loro i significati dei verbi RIQUALIFICARE e RIPAVIMENTARE.
Altro esempio d’una più giusta RIQUALIFICAZIONE ambientale del sistema viario ai fini d’una promozione ambientale? Invece di continuare a spendere centinaia di migliaia di euro per riasfaltare tratti di strade che, per la loro conformazione di rettilinei, sia pur non eccessivamente lunghi, non destano preoccupazioni alla circolazione perché non andare a sistemare e riparare, colmare frane, smottamenti e cedimenti di tratti di carreggiate in presenza di curve a gomito, di muri “sgarrupati” o “impanciati” pronti a crollare, a ripulire da erbacce sentieri e violottoli, a sistemare scaloni o gradonate ricolmi di ogni tipo di rifiuti, spallette di rivoli infestate di ogni tipo di roditori ed insetti pericolosi, ricostruire muretti di protezione a valle sbrindellati e pericolosi? Perché RIQUALIFICARE, oltre che ridare qualità estetiche a quelle cose che per incuria dell’uomo, ed in questo caso le strade, le viuzze, i sentieri pedonali, sono state abbandonate nel degrado ambientale, significa anche mettere in sicurezza vie, stradine, sentieri sempre più preferiti da turisti che amano immergersi nella storia, nella cultura e nella civiltà dei luoghi da visitare.
Mannaggia la bubbazza: avrei voluto essere conciso come Zorro, Toro Seduto, Tarzanone, Massabella, Torca: ma non vi sono riuscito. Varrà per la prossima volta perché ora, essendosi fatto tardi, devo ritornare nella quieta e tranquilla Baia di Jeranto dove mi attendono i miei piccoli. Un saluto e via in alto libero nel cielo di Massa Landia
