ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Un forum in cui possano confrontarsi tutti gli amanti del mio meraviglioso paese ed in cui possano darmi consigli, suggerimenti e, perchè no, critiche nell'adempimento dei miei compiti.

Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi pupazzo il 26/01/2009, 17:32

Lancio una proposta a tutti voi ed all'amico Lello che potrebbe farsene portavoce:
Perchè non spingere a livello politico affinchè si possa siglare un accordo storico tra l'IPAB e gli Enti Ecclesiastici ? Con un parere favorevole da entrambe le parti si potrebbe arrivare ad una soluzione condivisa da tutti: si dovrebbe puntare ad instituire all'interno del patrimonio Ipab delle CASE-FAMIGLIA!!! Con questa soluzione si potrebbero raggiungere i fini statutari dell'Ente Ipab ed i fini morali-etici delle istituzioni ecclesiastiche. Creando una sinergia e con l'apporto economico, lavorativo ed umanitario di entrambe le parti, si potrebbero aiutare i bambini svantaggiati e sottrarre i "beni immobili contesi" alla squallida commercializzazione turistica. Come potrebbero rifiutarsi?
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Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi mariadefilippi il 27/01/2009, 16:33

caro lello,è esattamente un anno che non scrivo,ma il tempo su questo topic sembra essere assolutamente fermo.infatti è datata gennaio 2008 la notizia che sagristani aveva incontrato le autorità locali per fare un piano "territoriale" ed è sempre gennaio 2008 che l'ipab rinuncia alla singola assistenza,omettendo ai più una delibera,per l'acquisto di un pulmino per portatori di handicap.dopo poco più di un anno(nel corso del quale io questo pulmino non l'ho visto,ma può darsi sia una mia svista) altra riunione con sagristani e compare,almeno virtualmente,il pulmino ma sponzorizzato da altri e non dall'ipab.io l'avevo scritto un'anno fa(basta guardare la prima pagina di questo topic) che era una vicenda poco chiara,ma mi fu detto di rilassarmi.tempo di rilassarmi ne ho avuto e molto,ma com'è che i miei dubbi rimangono...
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Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi mariadefilippi il 27/01/2009, 16:38

chiedo scusa,la pagina in questione è la seconda
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Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi tarzanone67 il 27/01/2009, 18:00

Ciao mariadefilippi, hai letto cio che ha pubblicato sul suo sito positanonews riguardante l'ipab Massese? e su facebook è stato anche fondato un gruppo che ha già raccolto 126 adesioni.
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Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi Shaikailash il 28/01/2009, 22:39

Caro pupazzo,
la tua proposta a Lello di farsi promotore di una mediazione tra la IPAB e la Congregazione religiosa che occupa quel magnifico stabile posto al centro del paese e che dovrebbe essere destinato ai bambini del Comune, è sia condivisibile da molti punti di vista, sia ragionevole, realista e naturale.
Preciso che personalmente la condivido in parte ma non al 100%, perchè ho in mente troppo chiaramente la storia dei 3 conservatori, che ha dimostrato quanto poco sia stato il rispetto di queste congregazioni religiose per i massesi e per le leggi. ma sono un caso a parte, lasciamo stare.
Considero comunque la tua proposta "naturale, realista e ragionevole" perchè le circostanze permetterebbero tranquillamente di utilizzare "solo" 2 dei conservatori, lasciandone 1 interamente a disposizione delle attività religiose.
Questa strada, però, è stata già tentata. Mi intrometto quel tanto che basta per farti e farvi leggere una lettera, (riportata alla pagina 38 del libro “I Conservatori di Massa Lubrense”) che anticipa il tuo consiglio. Nel 2002, la presidente p.t. del Consiglio di Amministrazione della IPAB scriveva alla Priora del Monastero. Ecco il testo della lettera:

Reverenda Madre,
su sollecitazione del Consiglio di Amministrazione degli Istituti Riuniti di Assistenza all’Infanzia e per mia convinzione personale, auspico che si possa, nel più breve tempo, risolvere il problema legato al miglior utilizzo dell’immobile che attualmente ospita la Comunità Religiosa di cui Lei è responsabile.
Il D.P.R del 25 febbraio 2002 e il parere del Consiglio di Stato che lo sostiene, chiariscono una vicenda per troppo tempo coperta da equivoci e scarsa chiarezza.
Pur in presenza di vincoli derivanti dalla natura dell’Ente proprietario dell’immobile denominato S. Teresa, è possibile coniugare gli obblighi, che da questi vincoli derivano per gli Amministratori dell’Ente, con la volontà di riservare parte dell’immobile alle Suore Carmelitane di Clausura.
L’ampia superficie disponibile e la felice circostanza che i diversi accessi all’edificio permettono ai beneficiari statutari la fruizione di parte degli spazi, senza limitare la riservatezza claustrale, incoraggiano a ricercare soluzioni concordate.
Mi auguro che Lei voglia accettare l’invito a ricercare, insieme, la strada più agevole che, nel rispetto delle norme e dei vincoli da esse imposti , realizzi l’aspirazione a veder soddisfatti i bisogni della popolazione massese e quella di conservare alle Suore gli spazi necessari all’espletamento della propria missione.
In attesa di sollecito riscontro, Le porgo i saluti di tutto il C.d.A.
IL PRESIDENTE (Maria Teresa Morvillo)


Nessun riscontro, per quanto mi risulti, a questa ragionevole e realistica proposta che veniva avanzata proprio nel momento in cui un corposo parere del Consiglio di Stato escludeva che il Monastero avesse diritti di proprietà o di uso sull’immobile denominato S. Teresa. L’autorevolezza del Decreto emesso dal Presidente della Repubblica spiega la prudenza della presidente dell'ente, ed esalta il proposito di ricercare legittime iniziative favorevoli alla permanenza delle Suore nello stabile. Una simile iniziativa è stata, tempo fa, attuata per il Conservatorio S. Maria delle Grazie di Sorrento, in cui a quanto leggo sono riusciti a coniugare con successo l'esigenza di clausura di un gruppo di religiose con l'esigenza di spazi giochi per i fortunati bambini di Sorrento. E Massa attende.
La tesi sulle IPAB: scaricabile qui

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Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi pupazzo il 29/01/2009, 1:51

Caro Shaikailash, ti ringrazio per aver preso in considerazione la proposta ed averla giuducata naturale, realistica e ragionevole. Volevo aggiungere però, che ero già a conoscenza del tentativo fatto dall'allora presidentessa dell'Ipab, ma non è proprio quello a cui pensavo per due motivi:
1) io avevo in mente la realizzazione di un progetto che andava oltre un parco giochi per bambini; l'istituzione di una Casa Famiglia (come tu saprai) è cosa ben diversa, più profonda, più lungimirante, più difficile anche da accetare in una realtà come Massa, ma anche più "cristiana".
2) in secondo luogo, pensavo che il modo per proporla dovrebbe essere diverso: con un'iniziativa trasparente, avanzata dalla società civile, accolta da una proposta politica, amplificata da incontri pubblici, sponsorizzata sui media, coinvolgendo l'opinione pubblica, e quindi accendendo i fari su questa vicenda, si potrebbero mettere gli ambienti ecclesiastici di fronte ad una scelta difficile da rifiutare. A quel punto, in caso di rifiuto, sarebbe poi bello sentire le motivazioni, ed allo stesso tempo dovrebbero spiegare il perchè quel patrimonio è chiuso a loro uso e consumo, ed aperto solo ad un illecito ed immorale ricavo derivante dal turismo. Ripeto, come farebbero a rifiutare una proposta del genere?e con quali motivazioni?
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Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi tarzanone67 il 29/01/2009, 12:32

Caro pupazzo, credo che non sia facile convincere i media, sia a livello locale, che nazionale, ad accendere i riflettori su una faccenda così spinosa per loro come l'IPAB. A mia memoria, l'unica volta che se ne sono occupati in modo serio, è stata quando fu accusato Mario chiesa riguardante il Pio A. Trivulzio. Da allora più nulla!!!Il problema è dovuto al fatto che per ragioni ideologiche nessuno vuole mettersi contro il clero. I politici per i voti che ne derivano, le altre persone perchè associano il clero al potere Divino. Nulla di più sbagliato, e lo dico io che sono un credente.Le persone tutte, dovrebbero capire che ,spostare le suore da questi edifici, non significa incorrere nelle ire di Nostro Signore, che come disse una volta"lasciate che i bambini vengano a me"ma equivarrebbe a far si che abbiamo recepito la sintesi dei suoi insegnamenti, facendo del nostro meglio per aiutare i più deboli. E chi più debole dei bambini?
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Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi Shaikailash il 07/02/2009, 1:42

pupazzo ha scritto:1) io avevo in mente la realizzazione di un progetto che andava oltre un parco giochi per bambini; l'istituzione di una Casa Famiglia (come tu saprai) è cosa ben diversa, più profonda, più lungimirante, più difficile anche da accetare in una realtà come Massa, ma anche più "cristiana".


Le IPAB sono enti pubblici e in quanto tali sono laici. Ricordo che le suore entrarono nei conservatori unicamente come manodopera e unicamente per portare avanti l'assistenza e la beneficenza.
Le case famiglia: leggo che sono una "comunità di tipo familiare con sede nelle civili abitazioni, la cui finalità è l'accoglienza di minori, disabili, anziani, persone affette da AIDS, persone con problematiche psico-sociali. Mi sembra un progetto interessante, ma c'è un problema.
a) Innanzitutto la fattibilità di tali progetti in una realtà come Massa andrebbe investigata. Di quante case famiglia si necessita?
b) In secondo luogo, ed è il punto principale, le IPAB non sono proprietà di cui si può disporre a proprio piacimento, secondo la legge la fonte normativa primaria delle IPAB sono gli Statuti, e nello Statuto leggiamo chiaramente cosa devono fare:

L’Istituzione pubblica di Assistenza e beneficenza ha lo scopo di:
1) promuovere iniziative di supporto educativo e culturale;
2) attivare interventi a favore dei bambini in situazione di svantaggio socio-culturale o di handicap;
3) approntare i mezzi e l’ambiente più opportuni per favorire il processo di socializzazione, per prevenire fenomeni di disagio giovanile.


Le finalità a cui pensavano i fondatori e le loro volontà sono state aggiornate e tramandate nei decenni fino all'ultimo statuto, che va interpreptato bene.
Vorrei chiarire che il progetto di un giardino attrezzato NON è una semplice cosa su cui "andare oltre"! Farebbe parte di un più ampio progetto che agisca dal punto di vista sociologico, che miri dunque ad arricchire la vita sociale massese, fornire spazi di aggregrazione laici, fornire spunti e prevenire un degrado culturale e giovanile che è sotto gli occhi di tutti. Giovani più attenti al sociale saranno cittadini più responsabili in futuro.

Lasciando da parte la discussione su quale progetto attivare, altrimenti usciamo fuori pista. Mi chiedo, e ti invito a riflettere, su questa cosa: il problema NON E' che tipo di attività proporre per le IPAB. Le attività non possono ridursi ad una sola, per quanto interessante, ma devono PER LEGGE abbracciare vari ambiti. I conservatori sono 3, gli spazi immensi, è impensabile ridurre il tutto ad un mono-progetto che è eccessivo in un comune come quello di Massa.
L'IPAB massese può fare case-famiglia, biblioteche, sale, quello che si vuole e si deve fare per legge, non è questo il problema. Gli spazi non mancano, in base alle richieste del territorio si sceglieranno le strutture da realizzare. Il problema è che non si può fare niente in questa situazione.

si potrebbero mettere gli ambienti ecclesiastici di fronte ad una scelta difficile da rifiutare. A quel punto, in caso di rifiuto, sarebbe poi bello sentire le motivazioni, ed allo stesso tempo dovrebbero spiegare il perchè quel patrimonio è chiuso a loro uso e consumo, ed aperto solo ad un illecito ed immorale ricavo derivante dal turismo.


Accendere i riflettori sulla vicenda è proprio lo scopo per cui da mesi studio e studiamo le IPAB e stiamo provando a costituire il comitato. Io non credo che sia difficile accendere l'attenzione dei media nazionali sul caso IPAB in Italia, perchè come ho dimostrato nella mia tesi questa riguarda tanti aspetti, tra i quali la spesa pubblica dello stato e le finanza pubbliche, temi attualissimi e sentiti soprattutto in momenti di crisi in cui il ministro va a raschiare il fondo del barile per recuperare soldi.

Ripeto, come farebbero a rifiutare una proposta del genere?e con quali motivazioni?


Le motivazioni, a cui fai cenno tu, semplicemente non esistono, è stato già ampiamente dimostrato anche giuridicamente. La posizione di chi occupa abusivamente uno stabile ignorando leggi, statuti e sentenze è ovviamente indifendibile, non c'è molto altro da chiarire. :roll: Nè si possono trovare altre ragioni a mio parere, perchè nulla può giustificare le cose che sono state fatte e che ci sono raccontate non a parola, ma da documenti scritti e controfirmati. E' bene sempre ricordarlo perchè qua nessuno ha tempo da perdere ad inventarsi storie contro le suore per qualche strano motivo, ci sarebbero altre cose belle da fare. E' un fatto di principi, di etica (etica cristiana come ha detto il monsignor Nervo), di giustizia.

Fare una proposta che parta dalla società civile massese (quale?) alle suore, costringendole ai riflettori pubblici, può essere un'idea, ma si basa su presupposti che personalmente non ritengo validi. Il motivo è semplice: così facendo si lascia credere che le suore abbiano tutti i diritti a restare dentro, che i conservatori sono di loro proprietà, e che loro siano di fronte ad una scelta:
- continuare ad occupare lo stabile impedendo all'IPAB di fare il suo lavoro, oppure
- con carità cristiana, aprire le porte e aiutare la gente.
NON è così! Non è una scelta, non va fatta pressione sulle suore, che sono attualmente un SOGGETTO SENZA ALCUN DIRITTO a cui non va chiesto nulla.
L'IPAB è un ente pubblico e ha i propri amministratori nominati dal Comune. LORO sono nominati per legge per far rispettare lo Statuto, ed è a loro e al Comune che va indirizzato l'attenzione della società civile che tu invochi: bisogna iniziare a rivendicare il rispetto di un diritto che è tra i fondamentali di una democrazia: quello cioè di conoscere ciò che gli amministratori fanno per applicare i modo corretto lo Statuto. A Massa la legge sulla trasparenza è di fatto negata, e battersi per questo è il primo passo fondamentale.
Il secondo è di informare, come hai detto anche tu benissimo, per mettere di fronte alla popolazione i FATTI però, che è cosa un po' diversa.
La tesi sulle IPAB: scaricabile qui

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Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi Mickey Rourke il 14/02/2009, 10:57

Ciao a tutti!
La cosa che personalmente mi sconvolge della vicenda IPAB è l'amara conferma di quanto la Chiesa, che ci raccomanda continuamente di non preoccuparci dei beni "terreni", ci tenga così tanto ad acquisire la proprietà di immobili destinati ai bambini ed ai poveri e ad utilizzarli per ricavarne "vil moneta".
E' l'esatto capovolgimento (l'ennesimo) nei comportamenti pratici dei messaggi che Gesù ha lasciato attraverso i Vangeli.
Resto inoltre stupito di quanta credibilità una parte del clero continui ad avere presso le persone cosiddette semplici, nonostante sia così evidente la loro strumentalizzazione del messaggio cristiano al solo fine di accrescere sempre più il loro potere temporale.
E nel caso IPAB i fatti parlano da soli.
Mi sa che se un Dio giusto esiste veramente, come spero, saranno proprio molti componenti del clero ad essere condannati alle pene dell'inferno.
"Beati voi poveri, perché vostro è il Regno dei Cieli... Ma guai a voi ricchi, perché avete già la vostra ricompensa. Guai a voi che siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai quando tutti diranno bene di voi. Allo stesso modo facevano i loro padri con i falsi profeti" (Lc. 6, 20-26).
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Re: ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL'INFANZIA S.TERESA - IPAB

Messaggiodi tarzanone67 il 17/02/2009, 16:10

caro Mickey, come non essere daccordo con te. Però vorrei fare un distinguo. Anche tra il clero c'è chi ha a cuore i problemi delle fasce piu deboli, e vorrebbe fare del suo meglio affinchè gli aiuti arrivino a chi più ne ha bisogno. Vedi Monsignor Nervo.Questa branca del clero che ha la gestione dei beni dell'ipab Massese,a mio avviso non puo essere qualificata come portatrice di bontà e aiuti al prossimo cristiano.
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