pupazzo ha scritto:1) io avevo in mente la realizzazione di un progetto che andava oltre un parco giochi per bambini; l'istituzione di una Casa Famiglia (come tu saprai) è cosa ben diversa, più profonda, più lungimirante, più difficile anche da accetare in una realtà come Massa, ma anche più "cristiana".
Le IPAB sono enti pubblici e in quanto tali sono laici. Ricordo che le suore entrarono nei conservatori unicamente come manodopera e unicamente per portare avanti l'assistenza e la beneficenza.
Le case famiglia: leggo che sono una
"comunità di tipo familiare con sede nelle civili abitazioni, la cui finalità è l'accoglienza di minori, disabili, anziani, persone affette da AIDS, persone con problematiche psico-sociali. Mi sembra un progetto interessante, ma c'è un problema.
a) Innanzitutto la fattibilità di tali progetti in una realtà come Massa andrebbe investigata. Di quante case famiglia si necessita?
b) In secondo luogo, ed è il punto principale, le IPAB non sono proprietà di cui si può disporre a proprio piacimento, secondo la legge
la fonte normativa primaria delle IPAB sono gli Statuti, e nello Statuto leggiamo chiaramente cosa devono fare:
L’Istituzione pubblica di Assistenza e beneficenza ha lo scopo di:
1) promuovere iniziative di supporto educativo e culturale;
2) attivare interventi a favore dei bambini in situazione di svantaggio socio-culturale o di handicap;
3) approntare i mezzi e l’ambiente più opportuni per favorire il processo di socializzazione, per prevenire fenomeni di disagio giovanile.Le finalità a cui pensavano i fondatori e le loro volontà sono state aggiornate e tramandate nei decenni fino all'ultimo statuto, che va interpreptato bene.
Vorrei chiarire che il progetto di un giardino attrezzato NON è una semplice cosa su cui "andare oltre"! Farebbe parte di un più ampio progetto che agisca dal punto di vista sociologico, che miri dunque ad arricchire la vita sociale massese, fornire spazi di aggregrazione laici, fornire spunti e prevenire un degrado culturale e giovanile che è sotto gli occhi di tutti. Giovani più attenti al sociale saranno cittadini più responsabili in futuro.
Lasciando da parte la discussione su quale progetto attivare, altrimenti usciamo fuori pista. Mi chiedo, e ti invito a riflettere, su questa cosa: il problema NON E' che tipo di attività proporre per le IPAB. Le attività non possono ridursi ad una sola, per quanto interessante, ma devono PER LEGGE abbracciare vari ambiti. I conservatori sono 3, gli spazi immensi, è impensabile ridurre il tutto ad un mono-progetto che è eccessivo in un comune come quello di Massa.
L'IPAB massese può fare case-famiglia, biblioteche, sale, quello che si vuole e si deve fare per legge, non è questo il problema. Gli spazi non mancano, in base alle richieste del territorio si sceglieranno le strutture da realizzare. Il problema è che non si può fare niente in questa situazione.
si potrebbero mettere gli ambienti ecclesiastici di fronte ad una scelta difficile da rifiutare. A quel punto, in caso di rifiuto, sarebbe poi bello sentire le motivazioni, ed allo stesso tempo dovrebbero spiegare il perchè quel patrimonio è chiuso a loro uso e consumo, ed aperto solo ad un illecito ed immorale ricavo derivante dal turismo.
Accendere i riflettori sulla vicenda è proprio lo scopo per cui da mesi studio e studiamo le IPAB e stiamo provando a costituire il comitato. Io non credo che sia difficile accendere l'attenzione dei media nazionali sul caso IPAB in Italia, perchè come ho dimostrato nella mia tesi questa riguarda tanti aspetti, tra i quali la spesa pubblica dello stato e le finanza pubbliche, temi attualissimi e sentiti soprattutto in momenti di crisi in cui il ministro va a raschiare il fondo del barile per recuperare soldi.
Ripeto, come farebbero a rifiutare una proposta del genere?e con quali motivazioni?
Le motivazioni, a cui fai cenno tu, semplicemente non esistono, è stato già ampiamente dimostrato anche giuridicamente. La posizione di chi occupa abusivamente uno stabile ignorando leggi, statuti e sentenze è ovviamente indifendibile, non c'è molto altro da chiarire.

Nè si possono trovare altre ragioni a mio parere, perchè nulla può giustificare le cose che sono state fatte e che ci sono raccontate non a parola, ma da documenti scritti e controfirmati. E' bene sempre ricordarlo perchè qua nessuno ha tempo da perdere ad inventarsi storie contro le suore per qualche strano motivo, ci sarebbero altre cose belle da fare. E' un fatto di principi, di etica (etica cristiana come ha detto il monsignor Nervo), di giustizia.
Fare una proposta che parta dalla società civile massese (quale?) alle suore, costringendole ai riflettori pubblici, può essere un'idea, ma si basa su presupposti che personalmente non ritengo validi. Il motivo è semplice: così facendo si lascia credere che le suore abbiano tutti i diritti a restare dentro, che i conservatori sono di loro proprietà, e che loro
siano di fronte ad una scelta:- continuare ad occupare lo stabile impedendo all'IPAB di fare il suo lavoro, oppure
- con carità cristiana, aprire le porte e aiutare la gente.
NON è così! Non è una scelta, non va fatta pressione sulle suore, che sono attualmente un SOGGETTO SENZA ALCUN DIRITTO a cui non va chiesto nulla.
L'IPAB è un ente pubblico e ha i propri amministratori nominati dal Comune. LORO sono nominati per legge per far rispettare lo Statuto, ed è a loro e al Comune che va indirizzato l'attenzione della società civile che tu invochi: bisogna iniziare a rivendicare il rispetto di un diritto che è tra i fondamentali di una democrazia: quello cioè di conoscere ciò che gli amministratori fanno per applicare i modo corretto lo Statuto.
A Massa la legge sulla trasparenza è di fatto negata, e battersi per questo è il primo passo fondamentale.
Il secondo è di informare, come hai detto anche tu benissimo, per mettere di fronte alla popolazione i FATTI però, che è cosa un po' diversa.