aggiungo un'altra riflessione a cio che ha gia detto Shaikailash:
Massesi…brava (?) gente
Negli interventi riferiti alla IPAB massese, spesso ricorre il ritornello che il tradimento della volontà dei generosi benefattori, che in un lontano passato avevano creato dignitosi patrimoni destinati ad alleviare le difficoltà della popolazione meno fortunata, sia avvenuto all’insaputa dei più diretti interessati. Da ciò si dovrebbe ricavare che i responsabili di questo spoglio abbiano agito nella massima discrezione o addirittura nel più assoluto segreto.
Invece no, la verità ha origine più profonde ed è un vero e proprio rifiuto a sapere. I massesi non vogliono sapere, forse perché è intollerabile dover accettare che il tradimento dei diritti della povera gente derivi da chi dovrebbe essere garanzia di corretto agire.
Sia come sia… vediamo come i massesi oggi dovrebbero leggere i documenti alla luce di quello che ormai sanno.
Limitiamoci, per ora ad un solo Conservatorio, ma il discorso vale per tutti e tre.
Parliamo di S. Teresa e vediamo se è vero che la ‘confessione’ del grande tradimento della povera gente di Massa è scritta addirittura su una targa apposta sulla facciata del Conservatorio nel 1978.
E’ una targa che tanti massesi hanno potuto leggere, agevolmente in passato, con qualche fatica in più oggi che, pietosamente, le intemperie l’hanno in buona misura cancellata.
Ve la trascrivo come, comunque, si legge ancora:
MONASTERO E CHIESA DI S.TERESA
EDIFICATI
DA SUOR SERAFINA DI DIO NEL 1673
RESTAURATI
DAL PRESIDENTE DEL CONSERVATORIO
ALFREDO CARACCIOLO DE PISQUIZI
MASSA LUBRENSE ANNO 1978
Secondo quello che si legge, nell’immobile denominato S. Teresa, conviverebbero un Monastero e un Conservatorio (quest’ultimo rappresentato dal suo Presidente)
Un ricordo degli studi liceali è il principio della ‘impermeabilità’ che è una delle proprietà della materia, per la quale lo spazio occupato da un corpo non può contemporaneamente essere occupato da un altro corpo.
Non è difficile…ridotto in termini elementari, significa che siccome un Monastero e un Conservatorio sono due entità diverse, non possono occupare lo stesso spazio.
Conviene allora dividere la lettura della targa in due parti: esaminiamo la prima e leggiamo che il complesso monumentale S. Teresa sarebbe stato edificato, nel 1673, da Suor Serafina di Dio che l’avrebbe destinato a Monastero.
Diverse fonti contraddicono quest’affermazione ed io non voglio ripetere quello che Shaikailash
ha già detto così bene.
Nella mia, come in tante case di Massa Lubrense, c’è la "Storia di Massa Lubrense" di Riccardo Filangieri di Candida.
Fonte attendibilissima da cui si ricava che i Conservatori intitolati alla Santa di Avila sono stati due, il primo andato completamente distrutto, il secondo è quello attuale.
L’Autore si riferisce al primo Conservatorio, quando ricorda che esso fu “fondato dalla madre Serafina di Dio" e che le monache il 16 novembre del 1673 “…accettarono come loro superiora la fondatrice e si stabilirono in un locale che ora non esiste più e che stava poco discosto da quello che ora si vede…”.
In seguito, “…il Parlamento di Massa con deliberazione del 10 luglio 1681 stabilì che fossero stati prelevati 200 ducati per donarsi al nuovo Conservatorio di S. Teresa…”.
L’attuale Conservatorio, quindi, non è datato 1673 ma 1681, non fu fondato per l’esclusivo impegno di Suor Serafina di Dio, ma per iniziativa del laico Parlamento di Massa.
Con la descrizione della chiesa lo storico conferma questo dato quando afferma che “la chiesa…fu fondata verso il 1673 «all'ingresso del cortile del Conservatorio», come scrive il Nepita (storico e vescovo di Massa Lubrense); e s'intende dell'antico, non corrispondendo ciò alla verità, riguardo al nuovo edificio, poiché essa è a questo adiacente dal lato meridionale, né vi è cortile davanti.”
La circostanza è facilmente verificabile: basta passare per Via Palma per constatare che l’edificio non ha davanti il Cortile a cui si richiamava il Nepita in riferimento al primo Conservatorio.
Passando alla seconda parte, trascurando anche di approfondire l’arcano per cui il laico presidente di un Conservatorio, altrettanto laico, avrebbe restaurato un Monastero, vediamo se (e in che misura) è vero che il restauro di quell’immobile vide il coinvolgimento diretto del Presidente.
Siamo costretti, quindi, a fare la storia di questo restauro e del ruolo che vi ebbero diversi personaggi. Innanzi tutto è indispensabile leggere una nota del 1982, perché è uno di quei documenti che ‘se non li vedi non ci credi’. E allora vediamolo:

Il documento è alla pag. 50 de ‘I Conservatori di Massa Lubrense’, esaminiamolo insieme, cominciando dall’OGGETTO: “Assentimento concessione lavori Convento S. Teresa-ai sensi art 6-Legge 10/8/1950 n° 784”
Il Presidente, “nella qualità di Presidente, p.t. dell’Ente Morale di S. Teresa, attesta che il complesso conventuale di S. Teresa in Massa Lubrense è di proprietà di questo ente e chiede, tra l’altro, “l’assentimento in concessione dei lavori ai sensi dell’articolo 6 della legge 784, alla Madre Priora, p.t. del Convento S. Teresa, Suor Teresa Ribera".
Carità cristiana consiglia di non soffermarsi più di tanto sulla miscellanea in cui si confondono complessi conventuali gestiti da un presidente laico di un laico Ente Morale.
Ubi maior minor cessat e allora il pasticcio espositivo della nota in esame diventa uno scherzetto, quando si è costretti a prendere atto che lo sbandierato articolo 6 della legge 784/50 non esiste perché quella legge che ratifica e modifica, parzialmente i decreti legislativi 21 giugno 1946 N.35 e 29 maggio 1947, n.649, concernenti riparazioni degli edifici degli enti di beneficenza e di assistenza danneggiati o distrutti da offese belliche di articoli ne conta solo DUE.
ARTICOLO 1 “È autorizzata la spesa di due miliardi, da iscriversi nello stato di previsione della spesa del Ministero dei lavori pubblici a misura del bisogno per provvedere ai lavori da eseguirsi a totale carico dello Stato per la riparazione e ricostruzione di edifici…destinati ad uso di beneficenza o assistenza danneggiati o distrutti da offese belliche…
ARTICOLO 2 “ Gli edifici destinati ad uso di beneficenza o assistenza, alla cui riparazione o ricostruzione può essere provveduto a totale carico dello Stato …sono quelli DIRETTAMENTE ADIBITI a servizi assistenziali di PROPRIETA’ di enti morali riconosciuti a termini dell'art. 1 della legge 17 luglio 1890, n. 6972…,
La legge dunque impone che “gli edifici riparati o ricostruiti siano vincolati ai fini della beneficenza o dell'assistenza per non meno di venti anni dalla ultimazione dei lavori di ripristino.”
C’è da supporre che il Presidente non si fosse reso conto di aver, di fatto, graziosamente regalato ingentissimi fondi pubblici a chi non rientrava nella categoria dei destinatari dei contributi statali.
Se ne accorge in ritardo, quando si vede completamente escluso e prova a recuperare una situazione che gli è sfuggita dalle mani.
Il 12/11/1984 scrive all’Ing. Paolo Martusciello – Provveditorato alle OO.PP. della Campania:
“ In riferimento alla Vs. del 7 novembre u.s….indirizzata alla Superiora delle Carmelitane Scalze, Suor Teresa Ribera, lo scrivente fa presente che detta Comunità religiosa trovasi ospite del Convento di S. Teresa da tempi remoti, precisando che , dagli archivi di questo Ente, la chiesa e il convento , con annesso giardino , sono di proprietà del Conservatorio di S. Teresa, e che vengono amministrati dal Consiglio di Amministrazione , nonché dal Presidente….
“pertanto il sottoscritto desidera che la corrispondenza riguardante sia la Chiesa che il Convento, sia indirizzata al Presidente ed eventualmente inviata per conoscenza alla Comunità delle Suore Carmelitane Scalze di Massa Lubrense….distinti saluti – firma del Presidente. (pag. 74)
A stretto giro di posta, il 14 dicembre l’ing. Martuscelli risponde: ”Con riferimento al foglio che si riscontra, si comunica che la corrispondenza relativa ai lavori in oggetto viene indirizzata alla Priora pro-tempore del Conservatorio di S. Teresa delle Carmelitane scalze di Massa Lubrense (NA) in quanto ….i lavori stessi le sono stati assentiti in concessione…”
Pertanto non è possibile aderire alla richiesta della S.V.”
IL PRESIDENTE E’SERVITO!
Sempre per carità cristiana sorvoliamo sulle improprietà riscontrate che, nelle varie note fanno diventare il presidente dell’Ente Conservatorio, presidente di un convento e Suor Teresa Ribera, Priora del Conservatorio.
Quello che meraviglia è la solidarietà di una famiglia che si spende per portare a buon fine un progetto non ancora concluso, quello cioè di impedire che un immobile di pregio sia utilizzato per quelle attività sociali di cui diceva Shaikailash nel suo intervento.
Un membro della famiglia, scrive un libro e aggiusta la storia; l’avvocato fa il suo mestiere e si agita: scrive a tutti i Consiglieri comunali invocando una giusta punizione per una presidente non ‘allineata’ e che vorrebbe vedere i bambini massesi godere di spazi verdi di loro proprietà.
Scrive alla Soprintendenza chiedendo di segretare i documenti riferiti al Conservatorio S. Teresa; promuove ricorso al TAR e poi è costretto ad abbandonarlo; imbastisce due Ricorsi Straordinari al Presidente della Repubblica ed è costretto ad incassare due bocciature.
Fa insomma il suo mestiere, ma non si limita a questo: si trasforma in postino quando bisogna portare alla Soprintendenza la preziosa nota che sposta centinaia di milioni da una Istituzione di Assistenza e Beneficenza, ad un Monastero.

All’epoca le Poste funzionavano ed è prassi che gli Enti pubblici inoltrino la corrispondenza più importante con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno da conservare.
Pure… al protocollo dell’Ente risulta che quella preziosa missiva fu consegnata alla Soprintendenza dall’avvocato Ribera nelle vesti di pony express.
I massesi…brava gente… penseranno ad un originale passatempo …avanti - indietro da Napoli a Massa e ritorno…io che, pur essendo massese non raggiungo questi picchi di dabbenaggine, penso che la scelta era dettata dal timore che non consegnando la nota nelle ‘mani giuste’ poteva capitare fra quelle di chi sapeva che la procedura dell’assentimento era una bufala madornale.
E’ un fatto che non c’è niente di meglio della solidarietà familiare per semplificare anche gli impegni più delicati.
Pensate che noia, per esempio, rispettare certe regole che sembrano fatte apposta per far perdere tempo. Tutte quelle complicazione che l’amministratore comune deve sopportare quando deve conferire incarichi professionali per progettazioni e direzioni dei lavori finanziati con fondi pubblici
Per eliminare tutte queste complicazioni bastano piccoli(?) accorgimenti e la tolleranza di chi dovrebbe controllare.
Nessuno ci fa caso se il progettista/direttore dei lavori ha lo stesso cognome del committente.

Aggiungiamo che è comodo poter annoverare tra gli amici addirittura un Soprintendente che, senza ritegno, autorizza lavori che rappresentano offesa per un immobile vincolato e che non lo fa di nascosto, anzi il 31 maggio 1999 scrive, tra l’altro, alla solita ‘rompiscatole’ di una Presidente IPAB
che ne chiedeva conto, che “le tre parti tamponate al primo piano …la suddivisione di parte del refettorio al piano terreno fanno parte di quelle opere effettuate, ANALOGAMENTE ALLA CHIUSURA DEGLI ARCONI DEL CHOSTRO , finalizzate a tutelare l’isolamento della Clausura”
Insomma fondi pubblici destinati a rendere più agevole la fruizione del Sito da parte dei bambini vengono utilizzati per opere incompatibili con il rispetto del monumento e per chiudere ogni varco di accesso che assecondasse gli obiettivi precisati in una importante delibera, la n. 11 del 1974:
“...nella bella sede del Conservatorio S. Teresa vi è la possibilità di sviluppare tutta l’attività di assistenza e beneficenza cui i tre Enti sono preposti mediante la educazione, istruzione ed assistenza di fanciulli poveri del Comune...”.
Il Presidente p.t aveva, presumibilmente, digerito la fregatura della perdita di qualsiasi possibilità di ingerenza nelle scelte legate all’uso di quei ricchissimi fondi pubblici che Lui aveva regalato al monastero e che era stato messo all’angolo definitivamente dall’ing. Martusciello.
Era anche un Presidente che si accontentava di poco: gli bastava il suo nome su una targa a sostenere il suo coinvolgimento nel restauro dell’immobile.
Si trattava di un’altra bugia?
I massesi…brava gente… avrebbero digerito anche questo.
L’evidenza? La nego…dice il massese…ma non mi costringete a pensare che sono stato fregato proprio da chi mi ispirava il massimo della fiducia
« Riteniamo che alcune verità siano di per sé evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali; che dal loro Creatore sono stati dotati di alcuni diritti inalienabili; che fra questi ci siano la vita, la libertà e la ricerca della felicità. » Thomas Jefferson