di giannibuoncompagno il 15/06/2008, 14:39
Cari amici Forumisti – finalmente abbiamo letto la, ormai, famosa delibera n. 19 del 12 novembre 2007 della IPAB massese che ha ad oggetto “Acquisto pulmino per trasposto minori diversamente abili – Impegno di spesa – Variazione di bilancio”, che abbiamo potuto anche copiare.
Il presidente introduce l’argomento comunicando che:
“Dai dati forniti dall’Assistente sociale del Comune di Massa Lubrense, si è potuto constatare che sul territorio comunale sono presenti 50 portatori di handicap con diversi livelli di disabilità di cui 27 potenziali beneficiari statutari. Tra le tante difficoltà che i genitori di questi bambini si trovano quotidianamente ad affrontare, senza ombra di dubbio, un posto primario lo assume la necessità di assicurare a questi ragazzi una adeguata mobilità. Infatti la necessità di raggiungere i vari istituti scolastici o i centri specialistici di riabilitazione, impone molto spesso ai genitori, degli enormi sacrifici in termini di tempo e di denaro., molto spesso condizionati proprio dall’assenza di un adeguato mezzo di trasporto. Attualmente il Comune provvede con una propria autovettura, guidata a turno dai volontari del Servizio Civile impiegati presso l’Ente locale, a trasportare 4 alunni disabili presso gli istituti scolastici di II grado posti nella Penisola sorrentina. Detto servizio seppur encomiabile certamente non soddisfa tutte le esigenze di mobilità e di diritto allo studio dei ragazzi diversamente abili.
D’altro canto, questo Ente, si è sempre dimostrato molto sensibile elle esigenze di questa particolare categoria protetta. Infatti, l’art. 1 dello Statuto organico precisa che “L’Istituzione pubblica di Assistenza e beneficenza ha lo scopo di: attivare interventi a favore dei bambini in situazione di svantaggio socio-culturale o di handicap “ Inoltre, sempre in relazione ai beneficiari statutari diversamente abili, l’art. 8 del Regolamento per gli interventi di assistenza e Beneficenza precisa che : “per l’erogazione degli interventi di cui al precedente articolo, si prescinde dalla valutazione del reddito familiare…”
e continua
“Tuttavia è forse giunto il momento di finanziare un’iniziativa innovativa che abbia una certa valenza socio-assistenziale, al fine di favorire delle condizioni di maggior autonomia e di vita indipendente per tutti i minori DIVERSAMENTE ABILI residenti in questo Comune”.
“ A questo punto il Presidente propone al Consiglio di acquistare un pulmino per il trasporto dei minori diversamente abili.”
Il CONSIGLIO
“udita e fatta propria la proposta del Presidente” stima “in € 40.000,00 il costo da sostenere per l’acquisto del pulmino”
Tutto all’insegna di una vaghezza che mal si adatta ad un atto emesso da una Istituzione di Assistenza e Beneficenza che è un Ente Pubblico.
Vaga la premessa…il Presidente constata, su semplice informazione dell’assistente sociale, che sul territorio del Comune sono presenti 50 portatori di handicap con diversi livelli di disabilità e …non si sa in base a quali dati, decide che i potenziali (?) beneficiari statutari sono 27.
Attribuisce ai genitori di questi alunni, senza neanche consultarli, il solo problema della mobilità per i propri figli;
decide che FORSE è giunto il momento di finanziare un’iniziativa innovativa che abbia una CERTA valenza socio-assistenziale.
Alla luce di un FORSE approssimativo e una CERTA che indica l’indeterminatezza di una ipotetica valenza socio - assistenziale, ispirato da una solitaria diagnosi del caso…individua la soluzione….compriamo un pulmino!.
Non ha neanche bisogno di fare un’indagine di mercato, per stabilire che il pulmino costerà € 40.000,00.
Per l’Art. 3 della L.241/90 “Ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato.
La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione della amministrazione, in relazione alle risultanze della istruttoria….” Da cui deriva l’obbligo generalizzato, per la PA, di motivazione degli atti amministrativi sulla base di “un’adeguata istruttoria procedimentale” e quello di fornire gli atti che testimoniano e sostengono detta istruttoria.
In mancanza di questi requisiti l’atto amministrativo è viziato per violazione di legge.
Hanno poco dell’istruttoria le scarne notizie, prive di accertamenti, verifiche e controlli fornite a sostegno delle scelte successive.
“I destinatari degli interventi di assistenza e beneficenza saranno bambini e ragazzi in età di obbligo scolastico…”recita l’articolo 4 del vigente Statuto dell’Ente.
Al Presidente sfugge che agli alunni diversamente abili, che frequentano l’Istituto Comprensivo (17) e a quelli che frequentano il Circolo Didattico (10), vanno aggiunti gli alunni che, per il recente innalzamento dell’obbligo scolastico frequentano la scuola media superiore e non hanno compiuto ancora i 17 anni.
Al Presidente piacciono le semplificazioni che però non si addicono a questo particolare argomento, se solo riflettiamo, ad esempio, sul fatto che gli alunni non ancora maggiorenni che frequentano scuole medie superiori, hanno diritto all’Assistenza educativa, voluta dallo statuto per i ragazzi in età di obbligo scolastico, ma, per il trasporto speciale sono a carico della Provincia.
L’Art. 139 del D. Lgs n. 112, recita:
“…ai sensi dell'articolo 128 della Costituzione sono attribuiti alle province, in relazione all'istruzione secondaria superiore… i compiti e le funzioni concernenti (tra l’altro):
“c) i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio.”
Il Comune di Massa Lubrense attualmente con una propria autovettura, trasporta 4 alunni disabili presso gli istituti scolastici di II grado posti nella Penisola sorrentina, cioè esplica un servizio che non è di sua competenza.
Durante la recente campagna elettorale, il Sindaco e il Vicesindaco hanno lodato con particolare enfasi la solerzia della Provincia che aveva comprato o stava per comprare un importante mezzo per il trasporto speciale dei ragazzi non fisicamente autonomi che frequentano la scuola media superiore.
Quando il ‘servizio’ di competenza della Provincia sarà effettivo, la macchina 4 posti dovrà andare in disarmo…sarà parcheggiata da qualche parte…tanto c’è la IPAB che dei soldi della beneficenza proprio non sa cosa fare.
Il Presidente afferma, anche, che questi 50 portatori di handicap hanno ”diversi livelli di DISABILITA”, optando per una terminologia inesatta, perché la disabilità è termine complesso che non si misura in ‘livelli’: la disabilità comprende tutte le tipologie di difficoltà, ciascuna delle quali si misura per livelli di gravità.
La Legge n. 104 del 1992 mentre chiarisce che: "E' persona handicappata colui che presenta una minorazione FISICA, PSICHICA O SENSORIALE (...) che causa difficoltà (...) tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione" raccomanda maggiore attenzione nell’uso delle varie terminologie che spesso vengono utilizzate in maniera errata e ingenerano equivoci.
La stessa Legge ha portato all’emanazione del Decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994, che descrive l’iter e le caratteristiche di quella che rappresenta l’ istruttoria necessaria per individuare i bisogni di ciascun soggetto diversamente abile e, quindi, gli interventi consequenziali.
E’ un iter complesso, ormai divenuto familiare ai genitori e ai docenti che si occupano di integrazione e che prevede: la diagnosi funzionale del soggetto; il profilo dinamico funzionale dello stesso; un piano educativo individualizzato.
La diagnosi funzionale, di competenza della USL, registra le potenzialità e i deficit riferiti ai diversi aspetti dello sviluppo del singolo alunno.
Il profilo dinamico funzionale, sulla base dei dati riportati nella diagnosi funzionale, descrive in modo analitico i possibili livelli di risposta dell'alunno riferiti alle relazioni in atto e a quelle programmabili.
Il Piano Educativo Individualizzato è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per il singolo alunno e vengono indicati i sussidi e i materiali che sono strumenti di elezione per la migliore integrazione.
Un esempio può aiutare a chiarire il concetto.
Un alunno cieco è potenzialmente in grado di imparare come tutti i suoi compagni, nonostante la limitazione nella funzione della vista. Occorre però che sia dotato di libri braille, di appositi supporti per scrivere e disegnare, di computer speciali.
Senza questi ausili, quell’alunno, in quel contesto di vita, diviene disabile.
Un ausilio è dunque una tecnologia specificamente utilizzata per compensare limitazioni funzionali, consentire lo sviluppo di abilità, facilitare la vita indipendente e la partecipazione sociale.
Importante il ruolo della IPAB, se e quando, con l’uso corretto dei fondi disponibili, contribuisce, con la fornitura di sussidi segnalati dalla scuola, a promuovere l’integrazione.
La Legge 104 auspica una stretta collaborazione fra i servizi scolastici, quelli sanitari, socio-assistenziali e ricreativi per offrire il miglior supporto all’integrazione scolastica.
E’ ormai consolidato il principio che la disabilità è un problema sociale complesso che può essere efficacemente affrontato solo con interventi contestuali da parte delle istituzioni che se ne occupano a vario titolo: gli Enti Locali e altri Enti pubblici (IPAB) per l'aspetto assistenziale, l'ASL per l'aspetto diagnostico e terapeutico, la Scuola per l'aspetto formativo e didattico.
Una organizzazione complessa che si basa su alcuni presupposti irrinunciabili, che trovano soluzione nelle Intese interistituzionali, come, ad esempio, quelle previste dallo Statuto della IPAB massese, preziose, anche e soprattutto per un'utilizzazione razionale delle risorse, come vuole anche la più recente normativa.
Leggiamo infatti all’articolo 10 della legge n. 328/00 che il principale criterio direttivo che deve sostenere la nuova disciplina delle IPAB, è la definizione dell’ “ l'inserimento delle IPAB che operano in campo socio-assistenziale nella programmazione regionale del sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui all'articolo 22, che, a sua volta, precisa come “Il sistema integrato di interventi e servizi sociali si realizza mediante politiche e prestazioni coordinate nei diversi settori della vita sociale, integrando servizi alla persona e al nucleo familiare con eventuali misure economiche, e la definizione di percorsi attivi volti ad ottimizzare l'efficacia delle risorse, impedire sovrapposizioni di competenze e settorializzazione delle risposte.”
In questo processo la scuola è, comunque, protagonista, perché è la scuola che elabora e codifica i dati forniti dalla USL e dai gruppi di lavoro interni.
Ma al Presidente della IPAB non piacciono le intese, non gli piacciono le istruttorie e le indagini preventive, così, senza uno straccio di rilevazione delle opinioni dei genitori, riduce l’istruttoria che sostiene un importante atto pubblico a parodia di indagine sociologica.
Pronta l’adesione del C.d.A con la costatazione della “effettiva necessità di acquistare un veicolo per il trasporto dei minori diversamente abili residenti nel Comune di Massa Lubrense”
Ora, si sa che , a parte i mezzi speciali per il trasporto degli alunni non autosufficienti fisici, che a Massa sono solo due e che usufruiscono di trasporto individuale, come consiglia la legge 104, non esiste una tipologia di mezzo di trasporto riservato ai diversamente abili.
Avremo quindi un pulmino come i tanti scuolabus già in dotazione al Comune ma che dovrà, presumibilmente, avere un colore particolare e qualche contrassegno, perché non capiti che qualcuno di quelli che vengono definiti normodotati, vi salga per errore.
Ci siamo liberati da anni delle classi differenziali, ritenute veri e propri ghetti per gli alunni handicappati; abbiamo apprezzato il vantaggio che gli alunni ricavano dalla integrazione nel gruppo… ora rischiamo di ripristinare l’ apartheid.
Massa avrà il suo pulmino differenziale?
Ad un giornalista di Agorà, qualche tempo fa il Presidente diceva “Naturalmente una volta acquistato (il pulmino) non essendoci personale in dotazione all'ente, si dovrà pensare ad una forma di comodato gratuito da offrire ai Servizi Sociali massesi per consentire un utilizzo fattivo e proficuo del mezzo.”
Non solo avremo, quindi, il pulmino differenziale ma saremo l’unica realtà in cui una Istituzione di Assistenza e Beneficenza, non si preoccupa di individuare e soddisfare i bisogni dei beneficiari statutari, ma provvede ad incrementare i parco macchine (scuolabus) del Comune.
Questa sarebbe un’ “iniziativa innovativa, con valenza socio assistenziale”?
Il C.d.A. dell’Ente si premura di reperire i fondi necessari ed effettua tutti gli aggiustamenti di bilancio, prendendo di mira i fondi dell’Assistenza, che stanno tutti lì, perché da tempo l’Ente di assistenza non ne fa più. …Troppo complicato!
Questi i dati della movimentazione dei fondi:
a) per l’assistenza educativa (Tit. I cap. 2 – art. 22) lo stanziamento originario era di € 10.000,00, non utilizzato, quindi viene stornata l’intera somma;
b) assistenza e beneficenza straordinaria (Tit. I – cap. 3 Art. 24) lo stanziamento originario era di € 4000,00 non utilizzata, stornati € 3.000,00 con una rimanenza di € 1000,00;
c) assistenza educativa straordinaria ( Tit. I – cap. 3 – Art 25), lo stanziamento originario € 2.000,00 non utilizzato tutta la somma è stornata.
Così, sottratte tutte le somme destinate all’assistenza diretta, si impingua l’articolo 45, creato ad hoc, su cui viene iscritta la somma che costituisce la prima trance (€ 15.000,00) del costo del pullmino destinato ai diversamente abili.
Stesso concentramento di fondi sarà necessario ancora per altri due anni e… per altri due anni… di assistenza diretta, manco a parlarne.
Un anno di sospensione è già passato, per altri due anni la musica non cambierà.
In questo lasso di tempo la Regione verificherà le caratteristiche delle IPAB da trasformare e quando arriverà all’esame della pratica riferita alla IPAB massese, non avrà dubbi…la IPAB sarà soppressa, perché l’art. 5 -2c, del D. Lgs 207/01, prevede la soppressione – “nel caso di verificata inattività nel campo sociale da almeno due anni”
E…il loro enorme patrimonio?.....Resta a chi già se l’è goduto per decenni, grazie alla ‘disponibilità’, di amministratori compiacenti.
Chi ha studiato il caso sa quanti tentativi per arrivare a questo ci sono già stati.
Fino a quando la vigilanza sulle IPAB è stata delle Sottoprefetture prima e delle Prefetture, poi, quei tentativi sono stati sventati, con interventi severi e annullamenti di delibere, di cui si trova traccia nei documenti disponibili.
Oggi, controlli esterni non ce ne sono più, ai massesi che sono i destinatari statutari del patrimonio dell’Ente, è negato, senza uno straccio di motivazione, il diritto di accesso ai documenti che regolano i loro interessi e, ovviamente, non si sa cosa questo C.d.A ha deliberato in uno stato di libertà che supera quella di un qualsiasi entucolo privato.
E…questo fa veramente paura!
Giannibuoncompagno